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Dopo la conferenza del 17 aprile u.s., organizzata dal GTA, per invitare appunto ad un confronto gli esponenti dell'amministrazione comunale e quelli della minoranza, in un dialogo aperto al pubblico, è stato chiesto un incontro con il Sindaco Massimo Basso al fine di comunicare un'importante conclusione raggiunta in quella serata.

Fausto Agliotti, in veste di esponente del gruppo di volontariato del GTA, ha presentato la proposta, emersa dunque nel dibattito suddetto, di una consulta, riguardante naturalmente le tematiche ambientali, con l'obiettivo di una collaborazione fattiva sui problemi che sviliscono la nostra bella natura e conseguentemente la nostra salute, oltreché la nostra immagine del bello.

Il Sindaco risponde negativamente al proposito avanzato. Proposito che voleva considerare la possibilità di un dialogo aperto alla popolazione e volto al raggiungimento di soluzioni prese di concerto tra amministratori e cittadinanza. Questo esito lascia una grande delusione perché sarebbe stata, in caso contrario, un'occasione per dialogare con la gente dei disagi, quando non addirittura dei pericoli, derivati: da rifiuti tossici; da alterazione dei sentieri dati dalla presenza di insidiosi trampolini posticci per le moto, lungo percorsi utilizzati anche da anziani e bambini; da rumori molesti e, non ultimo, dai resti di costruzioni storiche lasciati al degrado del tempo.

L'offerta propositiva da parte del cittadino non ha qui trovato consonanza tra i vertici della gestione locale e lascia al futuro l'ardua sentenza sui motivi del rifiuto dei rifiuti. Eternit ed anti-corrosivi, ancora dispersi nei pressi del fiume Sesia, aumentano il danno e mortificano le coscienze nonché quel sistema naturale, che fino a prova contraria, alimenta i nostri bisogni vitali di esseri viventi.


Li 19/05/08.

Per il GTA

Fausto Agliotti

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L’area comunale ha un valore storico, affettivo ed identificativo per la popolazione. Conseguentemente oltre al valore naturalistico, che per altro ha la sua importanza salutare ed economica, l’ambiente assume anche un valore per l’Anima del Comune che è formata dall’insieme delle anime dei singoli abitanti.

Nel marzo scorso le osservazioni ed i commenti alla richiesta da parte di privati di adozione del Piano Particolareggiato "Oasi" con contestuale variante al P.R.G.C. (Piano Regolatore Generale) del Comune di Serravalle Sesia, pubblicati sul giornale Valsesiano il 16 marzo e Notizia Oggi il 19 marzo scorsi e spediti in Comune ed in Regione, facevano riferimento alla mancanza di un reale studio di valutazione ambientale. Il valore in gioco era la lesione di un ecosistema boschivo a Ronco di Vintebbio, di grande valore per la nostra salute e quella del nostro territorio.

Confidando sulla validità dei valori suddetti alcune persone hanno costituito un gruppo denominato “GTA” (Gruppo per la Tutela dell’Ambiente), ai sensi della legge 266/91, per partecipare senza fini di lucro all’attività dell’amministrazione locale, in linea con quanto previsto dall’art. 2 del nostro statuto comunale.

Il gruppo è motivato in particolare a proteggere e recuperare l’ecosistema, ossia quel complesso formato dall’ambiente fisico, composto da suolo, acqua ed aria, e l’ambiente naturale, che è l’insieme degli organismi viventi.

L’ambiente che ha valore per la nostra identità comprende inoltre le costruzioni storiche dei nostri avi ed il territorio su cui insistono.

L’art. 2 dello statuto al punto 3 cita: “Il Comune, nel rispetto della sua autonomia di azione, ricerca la collaborazione e la cooperazione con altri enti pubblici e privati e promuove la partecipazione dei singoli cittadini, delle associazioni e delle forze sociali ed economiche all’attività amministrativa.”.

Obiettivi:

1) Raccogliere le osservazioni che gli abitanti del Comune di Serravalle Sesia intendano sottoporci riguardanti i danni all’ambiente derivati da interventi inidonei.

2) Offrire ai cittadini interessati gli strumenti per criticare gli interventi lesivi dell’ambiente naturale e di quello storico.

3) Le intenzioni di critica hanno lo scopo di salvare e proteggere la natura autoctona da rischi di:
a) frammentazione del territorio,
b) invasione di specie aliene,
c) alterazione della qualità delle acque superficiali,
d) avvelenamento di suoli e falde acquifere,
e) disturbo della fauna e della flora,
f) sfruttamento insostenibile delle risorse naturali.

4) Indirizzare ufficialmente i commenti e le osservazioni alle Amministrazioni Comunale e Regionale.

Si invitano quindi i cittadini ad esprimere le proprie idee in merito.

Ci si potrà mettere in contatto col gruppo GTA ai seguenti indirizzi e numeri telefonici:

Mario Mazzone - Via Croso Plinio 16.

Pietro Demarchi - tel. 0163-450476 - e-mail: gruppogta@tele2.it

Fausto Agliotti - tel. 348-8002121

 

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Il geologo pensa che le modifiche degli argini non siano reversibili, come riportato nella Valutazione d'Impatto Ambientale (sempre superficiali questi studi operati da competenti in tutte altre discipline). In effetti, le modifiche del substrato cambiano inevitabilmente le caratteristiche delle popolazioni faunistiche e floristiche perché esiste un'interazione tra gli organismi viventi ed il substrato che porta ad una co-evoluzione delle parti. La parte biotica (gli organismi viventi) e la parte abiotica (suolo, acqua, aria, ecc.) interagiscono tra loro. Soltanto per ricostituire le condizioni iniziali dell'ecosistema intaccato c'è una grande difficoltà perché non esistono dati ecologici sufficienti. Tanto meno esistono capacità scientifiche per ricostituire la complessità dell’ecosistema attuale. Soprattutto, per quanto riguarda l’impatto sugli argini di un torrente, la complessità aumenta dato che si tratta di un ecotono (zona di confine, fascia di tensione tra due ecosistemi, in questo caso quello acquatico e quello terrestre).
Dunque non esistono qui impatti “lievi e reversibili” come descritto nella valutazione d’impatto ambientale. D’altra parte quando si sposta un equilibrio ecosistemico è difficile riportarlo nella posizione primitiva, perché cambiano una serie di fattori di cui non si conoscono quasi mai le dimensioni antecedenti l’impatto.
Oltre al parere negativo del WWF, quello del Comitato di cittadini, quello del geologo Andrea Bavestrelli, informalmente contattato, c’è ancora quello del Naturalista che sono io, che registro la soddisfazione di questo interessamento in atto in Val Vogna per contrastare un impatto ambientale dannoso anche per il più vasto bacino del Sesia.

Il titolo dell’articolo sul giornale locale “Notizia Oggi”, da cui sono state tratte le notizie sulla centralina elettrica in costruzione in Val Vogna, è a questo indirizzo:
http://www.notiziaoggi.it/giornale/0702/Attualità/Att1/index.asp

Dr. Pietro Demarchi

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Fiume Sesia in territorio comunale di Serravalle Sesia


A tutt'oggi non c'è ancora, sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte, l'approvazione della richiesta del Piano Particolareggiato, perchè l'Amministrazione  Comunale non l'ha ancora approvato, dopo le osservazione presentate con i commenti di quelli che tra voi hanno scritto su questo blog. (Grazie)

Forse, anche con l'aiuto di chi ha lasciato un commento nel blog, riesco ad interrompere in questa parte della Valsesia una pericolosa azione lesiva dell'ecosistema.

Ci sono buone prospettive inoltre d'iniziare un'attività di recupero ambientale delle zone umide nel tratto del fiume Sesia compreso entro il territorio comunale di Serravalle Sesia.

 


 

 Ranunculus fluitantis

 


 

La realizzazione di un progetto che contempla lo sbarramento del corso d’acqua costituito da un muro di cemento alto 2 metri e largo 15, la posa delle condotte ed una nuova centralina permetterà lo sfruttamento idroelettrico del torrente Vogna.

Il prelievo di acqua rischia di lasciare quasi all’asciutto il torrente con conseguente danno all’ecosistema dell’affluente ed inevitabilmente anche a quello fluviale del Sesia.

Secondo il WWF lo studio di valutazione di impatto ambientale non ha tenuto conto di una adeguata analisi degli aspetti naturalistici. La flora e la fauna non sono stati sufficientemente studiati, come del resto viene spesso fatto ormai da decenni, considerando la natura ad uso dei furbi.

La storia si ripete come ho ricordato alcuni mesi fa con la ridicola valutazione d’impatto ambientale per la richiesta del Piano Particolareggiato in Comune di Serravalle Sesia.

Il danno per l’equilibrio ecosistemico non interesserà soltanto il torrente Vogna e la sua valle, ma inevitabilmente anche il Fiume Sesia ed il suo bacino imbrifero.

Il WWF sta giustamente valutando l’ipotesi di rivolgersi alla Commissione Europea e sembra qui giusto ricordare la richiesta, da parte della Sezione di Novara di Italia Nostra, di istituzione di un Parco Naturale Fluviale del Sesia dal Monte Rosa, dove nasce, al Po dove sfocia.

Vorrei ricordare che il progetto dell’Associazione Italia Nostra è “Parco Fluviale per il Fiume Sesia dal Monte Rosa al Po - emergenze naturalistiche e paesistico-ambientali delle fasce spondali del fiume e del suo bacino imbrifero”.

Potrete trovare il titolo dell’articolo sulla Val Vogna sul giornale locale: http://www.notiziaoggi.it/giornale/0618/Attualità/Att2/index.asp

 

Dr. Pietro Demarchi

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