Il geologo pensa che le modifiche degli argini non siano reversibili, come riportato nella Valutazione d'Impatto Ambientale (sempre superficiali questi studi operati da competenti in tutte altre discipline). In effetti, le modifiche del substrato cambiano inevitabilmente le caratteristiche delle popolazioni faunistiche e floristiche perché esiste un'interazione tra gli organismi viventi ed il substrato che porta ad una co-evoluzione delle parti. La parte biotica (gli organismi viventi) e la parte abiotica (suolo, acqua, aria, ecc.) interagiscono tra loro. Soltanto per ricostituire le condizioni iniziali dell'ecosistema intaccato c'è una grande difficoltà perché non esistono dati ecologici sufficienti. Tanto meno esistono capacità scientifiche per ricostituire la complessità dell’ecosistema attuale. Soprattutto, per quanto riguarda l’impatto sugli argini di un torrente, la complessità aumenta dato che si tratta di un ecotono (zona di confine, fascia di tensione tra due ecosistemi, in questo caso quello acquatico e quello terrestre).
Dunque non esistono qui impatti “lievi e reversibili” come descritto nella valutazione d’impatto ambientale. D’altra parte quando si sposta un equilibrio ecosistemico è difficile riportarlo nella posizione primitiva, perché cambiano una serie di fattori di cui non si conoscono quasi mai le dimensioni antecedenti l’impatto.
Oltre al parere negativo del WWF, quello del Comitato di cittadini, quello del geologo Andrea Bavestrelli, informalmente contattato, c’è ancora quello del Naturalista che sono io, che registro la soddisfazione di questo interessamento in atto in Val Vogna per contrastare un impatto ambientale dannoso anche per il più vasto bacino del Sesia.
Il titolo dell’articolo sul giornale locale “Notizia Oggi”, da cui sono state tratte le notizie sulla centralina elettrica in costruzione in Val Vogna, è a questo indirizzo:
http://www.notiziaoggi.it/giornale/0702/Attualità/Att1/index.asp
Dr. Pietro Demarchi
Sarò via per alcuni giorni quindi non potrò partecipare ad un possibile incontro, come proposto dal rappresentante di Lega Ambiente entro il termine previsto per presentare osservazioni in merito al piano particolareggiato Oasi in Regione ed all'Ufficio Tecnico del Comune di Serravalle Sesia. Sarò comunque disponibile al mio rientro per gli approfondimenti anche in riferimento alla volontà di istituire il Parco fluviale del Sesia dal Monte Rosa al Po proposto da Italia Nostra.
Nel rigraziare il Presidente di Italia Nostra della Sezione di Novara Giulio Bedoni per la comunicazione, alla locale Sezione Valsesiana, della creazione di questo blog, riguardante la grave carenza di studio e valutazione di impatto ambientale del PP "Oasi", vorrei ricordare l'importante traguardo che si prefigge quest'Associazione, che è il progetto di Parco Fluviale per il Fiume Sesia dal Monte Rosa al Po - emergenze naturalistiche e paesistico-ambientali delle fasce spondali del fiume e del suo bacino imbrifero.
I rii delle Moje e Rivacce, limitrofi all'area interessata dalla richiesta di PP "Oasi", si riuniscono, insieme ad altri rii, in un unico corso che, per circa un chilometro, percorre il lato destro del largo letto alluvionale del Sesia prima di immettersi nel suo corso principale. In questa parte, con acque più tranquille, crea una interessante area umida, che è già stata danneggiata con la realizzazione dell'allargamento di una parte della S.S. 299 e con il riporto di terra nell'area fronteggiante l'ex locale "Le Cave", previo taglio di alberi appartenenti ad uno dei rari lembi di bosco fluviale.
Questa area umida, insieme ad altre poste nella frazione Naula, fa inoltre parte di un progetto di recupero e salvaguardia che ho presentato all'Amministrazione Comunale di Serravalle Sesia, per la richiesta di fondi europei tramite la Regione Piemonte (Obiettivo bloccato).
I suddetti rii, affluenti del Sesia, creano appunto una zona umida la cui biocenosi considera anche quelle specie invertebrate, che in fase larvale popolano queste acque più tranquille e le cui immagini (fase adulta di questi organismi) risalgono in volo il rio per deporre le uova nei tratti più acclivi.
La protezione del Sesia deve comprendere anche una contestuale protezione degli affluenti, grandi e piccoli, poichè organismi di questi ultimi fanno parte anche della biocenosi del corso principale.
Gli ambienti dei vari ordini di corsi l'acqua hanno infatti un continuum ecologico importante con il corso principale del Sesia, nel caso specifico.





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