SULL'ACQUA COLORATA DEL CHEZZA ORA INTERVIENE ANCHE IL GTA
Notizia Oggi del 3 agosto 2009
Serravalle - «La comparsa di acqua colorata nel torrente Chezza si è verificata almeno una
volta». Lo sostiene il Gta (Gruppo tutela ambientale) di Serravalle intervenendo sulla
polemica in merito alle "acque colorate" e le piene improvvise del torrente che attraversa il
paese. La questione è stata al centro, nei giorni scorsi, di un botta e risposta tra la
minoranza e l'assessore all'ambiente Roberto Mora, che escludeva di aver ricevuto
segnalazioni. «Il fenomeno è stato segnalato da noi - precisa Fausto Agliotti - con tanto di
documentazione fotografica che risale al 17 giugno alle 14, in piazza Libertà . Abbiamo
inoltre appurato che a monte dell'abitato il torrente non presentava traccia delle sostanze ed
era in secca. Parevano agenti inquinanti, di colore biancastro e maleodoranti. La fuoriuscita
è proseguita per più di un'ora. Due giorni dopo è partita la segnalazione agli organi
competenti, tra cui il Comune». Il Gta fornisce anche un'ipotesi sulle cause: «Si suppone
che sia dovuto allo scarico di liquami di origine industriale, sia per l'odore e il colore, sia
per la quantità ». Ma se il torrente sia o meno inquinato, «lo devono stabilire gli organi
competenti - conclude Agliotti - effettuando le opportune verifiche».
Ieri, 27 febbraio, l’ultimo incontro pubblico, organizzato dal Comitato civico per parlare della centrale a biomasse in progetto che una società privata intende costruire nel centro di Serravalle Sesia. Si sono susseguiti interventi riguardanti argomentazioni tecniche sulla efficienza della trasformazione di energia termica in energia elettrica, sulla mancata informazione tempestiva alla cittadinanza da parte dell’amministrazione pubblica, sul valore che si dovrebbe dare alla salute umana rispetto all’opportunità di guadagno da parte di chi troverà, in questa forma di sviluppo, uno sbocco lavorativo. Sono seguite domande da parte del pubblico rivolte agli esponenti dell’amministrazione comunale presenti per capire il loro orientamento al proposito, ed infine un intervento veloce quanto pungente da parte del Dott. Marco Baccarin limitato, per mancanza di tempo (era quasi mezzanotte), ad un elenco delle sostanze presenti nelle emissioni prodotte dalla combustione di legno vergine non trattato. Un elenco di nomi poco conosciuto alle persone comuni, ma almeno un paio di questi, le diossine e le polveri sottili, sono ben presenti nella testa della gente e forse anche per questo che alla fine dell’elenco il vicesindaco Monica Mazzolari interviene dicendo “Queste cose deve dirle!”.
Che si sia accentuata una sensibilità riguardo il rischio della salute umana in presenza di sostanze tossiche che si liberano nell’ambiente? Certo è un po’ complicato capire gli effetti dannosi indiretti prodotti ad esempio dalla presenza di animali e piante esotici, che indebolendo l’ecosistema nostrano ci limitano le risorse alimentari od altre materie prime. E’ più immediato accorgersi della fastidiosa puntura della zanzara tigre, per l’appunto specie esotica, come è immediato renderci conto del pericolo di sostanze tossiche che hanno già intaccato la salute umana in molti documentati casi.
Siamo andati così a leggere la relazione del Dott. Baccarin, dove sono indicati gli effetti dannosi per ognuno dei composti elencati nella serata del venerdì ultimo scorso. Un elenco di composti quali: anidride carbonica, monossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), ossidi di azoto, anidride solforosa, fenoli, diossine, furani, polveri sottili, ecc.
L’elenco continua, ma guardiamo i danni sulla salute umana per ciascuna sostanza. Le polveri vengono classificate in base alle dimensioni, così le sigle PM10, PM2.5 e PM1 indicano rispettivamente granelli di polvere di 10, 2.5 e 1 millesimo di millimetro di diametro. Per intenderci il diametro del globulo rosso del sangue è di 8 millesimi di millimetro. Le polveri più sottili vengono difficilmente trattenute dai filtri, inoltre “... polveri secondarie si formano dopo i filtri e sono emesse senza subire abbattimenti...”, come si può leggere sulla relazione del Dott. Baccarin. La produzione di polveri secondarie avviene per reazione di composti chimici usati per ridurre le sostanze tossiche presenti nelle emissioni. I danni alla salute umana sono “... malattie croniche alle vie respiratorie, in particolare l’asma, bronchiti, enfisemi.”, come viene riportato dall'Arpa Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).
Ma su questi granuli di polveri sospesi nell’aria si legano, o come si dice in termini tecnici “vengono adsorbiti”, gli idrocarburi policiclici aromatici, che sono a loro volta dannosi per la salute poiché “...presentano attività cancerogena.”, come è riportato anch'esso nel sito ufficiale dell’Arpa Piemonte.
A proposito è del 28 gennaio scorso la notizia che la Commissione europea ha avviato un procedimento d’infrazione nei confronti dell’Italia, che non ha rispettato la norma di qualità dell’aria riguardo ai limiti di emissione delle polveri sottili in vigore dal 2005. Abbiamo riferito di questa infrazione avverso l’Italia nell’incontro di venerdì scorso. Ed ancora, la Commissione ha inviato all’Italia anche un’altra lettera di costituzione in mora, invitandola a cambiare la prassi attuale e ad adeguarsi alle norme comunitarie in merito all’inquinamento dei fiumi ad opera delle acque reflue urbane, poiché non ha osservato la direttiva sul loro trattamento, finalizzata a prevenire l’inquinamento ed i rischi per la salute umana. Ma di questo tipo di inquinamento abbiamo scritto nel nostro ultimo articolo sul degrado della Roggia Molinara, apparso su questo giornale.
L’elenco delle sostanze dannose alla salute prosegue nella relazione del Dott. Baccarin, e certo avrebbe dovuto avere ben altra rilevanza all’interno dell’incontro organizzato dal Comitato civico per la valutazione del progetto di centrale a biomasse.
La gente ha diritto di conoscere i rischi oltre ai benefici di un piano che porta, da una parte opportunità di lavoro e dall’altra innalza la percentuale di malattie da inquinamento ambientale.
IL GTA DI SERRAVALLE SESIA
Il GTA ripercorre la storia della Roggia Molinara, un "angolo di memoria" oggi compromesso
Dal Corriere Velsesiano del 20 febbraio.
Puzza e fondo melmoso coperto da una strana liscivia (soluzione di composti chimici ad uso industriale), forse soltanto il deposito di scarichi domestici contenenti detersivi di uso comune, sembra ora caratterizzare la Roggia Molinara. “Roggia” indica un corso d'acqua creato dalla mano dell'uomo ed è nome recente, ma in tempi storici fu nominata “Bealera” e “Gora”, secondo la descrizione di Don Florindo Piolo nella sua “Storia del Comune di Serravalle”, ed anche “Rusa”, secondo gli anziani di antica origine serravallese, i Mugiun. I cittadini viciniori ci hanno dunque manifestato le loro lamentele e, a cominciare dalla fine di via Dellanegra, presso l'ex fucina Galupin, dove l'acqua del Roggia Molinara fluisce in superficie, il fetore creato dai reflui dei collettori di scolo ancora in attività, associati alla mancanza d'acqua nell'antica “Bealera”, crea un disagio per gli abitanti del posto.
E' stato chiuso il deflusso delle acque della Roggia Molinara costruita “nei primi anni dell'ottocento”, per quanto riguarda “il tratto di Rusa dalla fucina Berteletti” (Capun) “a Vintebbio”. Tra virgolette s'intendono naturalmente le parole di Don Florindo Piolo. Mentre la “Gora” che parte “dal torrente Sessera e quasi di rimpetto alla borgata Guardella” fu cominciata sul finire del trecento ed ultimata nel 1421. Inizia dunque dalla località Baragetto e scorre “a monte dei poderi di quasi metà del Contado” al fine di irrigare i fondi. Il Canale della ex Cartiera nel suo scorrere poco prima di entrare nella Cartiera bassa, dietro l'asilo di Piazza I° Maggio, alimenta oggi tramite paratoia la Roggia Molinara. Ma in origine la “Bealera”, la quale alimentava anche la prima fucina fatta costruire dal Conte Salomone, con lo scopo di forgiare attrezzi di ferro per la lavorazione dei campi, sfruttando uno dei salti che presentava nel suo percorso, permise il sorgere, dove più pronunciato era il salto dell'acqua, e sempre per volere del Conte, la primitiva cartiera denominata “folla”, ove oggi è la “Cartiera bassa”. L'acqua della “Roggia Vecchia” limentò in seguito, come detto, il successivo tratto fino a Vintebbio.
I reflui, dunque, presenti nella “Gora” indicano chiaramente che unità civili ma anche industriali, cioè case ed industrie, non collegate alla rete del depuratore locale, scaricano le loro acque di scolo senza nessun trattamento. Dalle foto che abbiamo scattato è evidente sia la presenza dei reflui dalle bocche dei collettori, sia l'effetto nocivo degli stessi. Abbiamo trovato infatti ratti morti, probabilmente avvelenati dai reflui tossici e concentrati per la mancanza di diluizione nell'acqua
della “Rusa”, dato che non ce n'è quasi più, ed il fatto che siano stati evitati dai predatori indica verosimilmente la presenza di sostanze velenose.
Più a valle, proseguendo lungo la Roggia Molinara che arriva al vecchio Mulino, da qui la denominazione, si trovano ancora bocche si scarico dei reflui; poi la “Bealera” viene coperta per un tratto e riappare dopo alcune centinaia di metri. Ancora collettori di scolo attivi e la “Gora” prosegue, mentre sulla sinistra c'è ora la risorgiva che forma, appena oltrepassato il ponte per Grignasco (statale 299), un laghetto. In questo piccolo bacino, a sinistra della carraia roseguendo in direzione del Mulino, una bocca di scarico di circa mezzo metro di diametro è predisposta per immettere reflui che alimenterebbero in modo supplementare, ma non vitale, le acque sorgenti, pulite e tiepide (circa 14 gradi) attraverso una tubazione sotterranea.
Una volta le acque della Roggia Molinara venivano usate “per la macina di cereali, per la ulitura dell'orzo, del miglio, del panico e per granolare la canapa.”. Veniva utilizzata l'acqua per irrigare i fondi ed ancora, come riportato nella storia del Comune, “era naturale che i serravallesi si servissero di quel corso d'acqua, in certe località con buona pendenza, anche per altri scopi, ed ecco i mulini e le fucine fondate posteriormente.”.
Un ricordo per i serravallesi ed un angolo di memoria storica, parte della nostra identità, oltre ad essere un'area naturale, che depura le acque di scarico tossiche, artificiali ed inopportune, essendo una zona umida ed essendo la depurazione una funzione fisiologica di tali ambienti, degna di miglior causa, nell'ambito del sistema ecologico.
Un tempo i ragazzi, e non solo, si divertivano a pescare pesci di varie specie e gamberi. Ora tutto è morto.
Il GTA – Serravalle Sesia
Il GTA soddisfatto per la giornata ecologica organizzata dal Comune
Corriere Valsesiano 7 novembre 2008
Sabato 25 ottobre vi è stata una giornata ecologica organizzata dal Comune di Serravalle, per sensibilizzare la cittadinanza sul degrado che produce l'abbandono dei rifiuti in natura, nei pressi del corso del fiume e nell'ambiente acquatico stesso.
Ci riteniamo naturalmente soddisfatti della coordinazione delle attività di recupero dei rifiuti solidi rinvenuti nel tragitto che abbiamo compiuto assieme a due assessori, un consigliere e altre persone intervenute alla giornata per l'ambiente. Alla partenza da Piazza 1° Maggio c'era, a salutare i partecipanti, anche il Sindaco Massimo Basso, il quale aveva manifestato già nei giorni precedenti sui giornali la sua indignazione per la mancanza di rispetto e di civiltà da parte dei fautori del degrado, che ogni volta si deve constatare allorquando si percorrono sentieri nei boschi, sugli argini fluviali ed in genere negli ambienti naturali del nostro Comune. Della sua consapevolezza riguardo l'entità e la gravità di questo problema ha avuto modo di sottolinearlo anche al nostro ritorno a fine mattinata quando, incontratolo di fronte all'edificio comunale, ha convenuto che, se da un lato questa azione di volontariato non ha risolto neanche nella millesima parte la questione del degrado, l'obiettivo è di considerarla uno spunto per mantenere alta l'attenzione della popolazione.
Anche l'eternit, che insieme ai rilievi di tutte le altre tipologie di rifiuti avevamo da tempo constatato e riportato all'attenzione dell'amministrazione e dei consiglieri di minoranza, sarà asportato a breve, ci viene riferito dall'assessore Mora, ed anche di questo non possiamo che rallegrarcene.
Durante il percorso nei boschi ripariali fino al vecchio ponte della ferrovia, raccogliendo lattine, plastiche ed anche copertoni di auto ed un lavandino, abbiamo parlato con l'assessore Mora che ha spiegato il suo progetto di pista ciclabile, parte del quale snodantesi sulla riva del fiume. Un'idea auspicata da molti e da molti anni che finalmente sembra in dirittura d'arrivo. Come sarà realizzato il percorso? Con quale materiale verrà costruita la via ad uso anche delle biciclette? C'è l'idea di utilizzare materiali ecologici come l'asfalto verde, mentre a tutta prima consideriamo che possa essere interessante anche la soluzione in terra battuta. Pensiamo comunque che, a ben vedere, sia gradita un'apertura verso l'opinione dei cittadini, i quali tra l'altro saranno i principali fruitori.
L'assessore Delvecchio ha riferito della sua intenzione di riportare i pensieri degli alunni, che hanno partecipato alla giornata ecologica a loro dedicata il giorno precedente venerdì 24, sui giornali locali, al fine di promuovere lo scambio di opinioni e favorire la presa di coscienza. Ed anche riguardo tale iniziativa non possiamo che concordare, soprattutto perché i giovani sono in genere più sensibili verso la realtà che ci circonda, ma anche perché, come è noto, loro riescono più facilmente a trasferire la cultura agli adulti e renderli di questa partecipi.
GTA – gruppogta@tele2.it





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